Soresina.
Grosso borgo. Provincia e diocesi di Cremona. Capoluogo del distretto
VI e vicariato XXIV omonimo. Comune con consiglio in un colle frazioni
di Ariadello, Ariadellino, Baldracco, Bell'Opera, Cantonni, Capuccini,
Cascina Barberini, Cascina Bianca, Casella, Castello, Copriano, Dossi
Pisani, Fornace, Magera, Mancina, Moscona, Paradiso, Peschiere, Rocca,
S. Clemente, S. Pietro, Sentiero e Serraglio. Posizione astronomica:
latitudine 45, 17', longitudine 37, 31' 10". Superfìce pertiche
35.265, 2/3; scudi 288.952, 3, 2. Abitanti 8169. Scuole elementari minori
e maggiori maschili, un asilo di carità per l'infanzia e due
stabilimenti di educazione; n.° 5 avvocati, 1 notaio, 4 ingegneri,
1 ragioniere, 2 medici, 2 chirurghi, 8 farmacisti, 2 veterinari e 2
levatrici. La Chiesa propositurale a tre navi ampia ed atta è
sotto l'invocazione di S. Siro. È dessa fregiata di pregevoli
dipinti del Pasini, del Miradori, del Trotti, di Andrea Ferrari e del
Landriani. Il bellissimo quadro condotto a fresco dall'immortale Giuseppe
Diotti, rappresentante S. Pietro in atto di risuscitare Tabita, è
così guasto dal nitro che ai Soresinesi non rimane meglio che
il dolore d'averlo perduto. A destra della fronte della Chiesa torreggia
il bellissimo campanile decorato di statue, eretto l'anno 1836 con disegno
del celebre architetto Luigi Voghera di Cremona. Per il suo ben inteso
ornato, non che per la varietà ed unità di carattere è
uno di più stupendi campanili di Lombardia che onora i Soresinesi
ed il suo autore. La sua altezza è di metri 51.00 colla larghezza
alla base di m. 8,30. L'ammontare della spesa di questo edificio fu
di circa italiane lire 50.000, in parte sostenuta cogli avanzi delle
rendite della dote della Chiesa, e per la maggior parte colle spontanee
oblazioni di tutti i popolani, e specialmente per le cure degli allora
Fabbriceri i signori Giuseppe Rizzini, Molossi, Ciboldi e Caramatti
e del Proposto parroco Marcello Legnani, attualmente illustriss. Canonico
della cattedrale di Cremona. Stanno appesi sulla magnifica torre tredici
sacri bronzi di armoniosissimo concerto. Sono sussidiarie alla parrocchiale
le chiese di S. Antonio abate, di S. Rocco, di S. Maria del Boschetto
e di S. Croce. V'ha pure la chiesa sacra alla B. V. della Visitazione
delle R. R. M. M. Salesiane, ed i seguenti oratori della B. V. dello
Zingaro, della B. V. di Ariadello ad Ariadello, della Natività
di M. V. ad Olzano con Ca Nuova, sotto lo stesso titolo alla Moscona,
di S. Carlo ai Dossi Pisani e di S. Omobono a Baldracco di patronato
dell'Ospedale maggiore di Cremona. Come parrocchia conta anime 8454.
Il Proposto parroco è vicario foraneo, ed abbraccia sotto la
sua giurisdizione N. 9 parrocchie: Annicco, Azzanello, Barzaniga, Casalmorano,
Castelvisconti, Genivolta, Grontorto, Soresina e Trigolo con una popolazione
di anime 21012, Sacer. 44. Soresina è residenza di una pretura
di I classe e di un commissario distr. che si estende sopra 18 comuni:
Acqualunga-Badona, Azzanello, Barzaniga, Bordolano, Canova con Olzano,
Capella-Cantone, Casalmorano, Castelleone, Castel-Visconti, Corte Madama,
Formigara con Cornaleto, Genivolta, Gombito con Vinzasca, Grontorto,
Mirabello, S. Bassano, Soresina e Zanengo, con una popolazione complessiva
di abitanti 30.443. Superfìce pertiche 298.747, 2; scudi 2,106.837,
2, 1, 12. Posto di gendarmeria e di finanza, un ufficio postale per
lo spaccio e ritiro delle lettere, una lotteria ed una pubblica pesa.
A pubbliche spese è già da vari anni istituita una compagnia
di Pompieri colle macchine per l'estinzione del fuoco. Assai salubre
ed amena è la situazione di questa grossa terra. La più
parte delle sue contrade sono larghe, ben selciate e latri-lastricate
ai lati da bei marciapiedi e nel mezzo della maggiore da trottatoi;
ed ovunque sono mantenute con molta pulitezza. La maggior contrada per
lungo tratto diritta, che può stare a petto de' più spaziosi
e vaghi corsi di qualche distinta città di Lombardia, è
fiancheggiata da eleganti case signorili, come di buon gusto sono molte
altre per lo più grandi e comode all'interno. Bellissimo è
l'illuminazione notturna con lampade e riverbero ad olio già
da tempo attuata. Nulla v'è in questo borgo che non sia dignitoso
ed animato, tutto concorre ad offrire l'aspetto di città. Industriosissimi
sono gli abitanti, consecrandosi in molti rami di commercio e precipuamente
in quello del setificio. D'assai ricercata è la mostarda, non
che il cosi detto mistrà. Rinomatissimo è il mercato che
ha luogo in ogni lunedì costituito in ispecie di biade, sete
e lini, florida essendo pure la fiera che si apre al lunedì dell'ultima
settimana d'ottobre per giorni tre. Vanta Soresina uno Spedale. Venne
questo stabilimento di beneficenza riordinato ed ampliato nel 1844 con
disegno del valente architetto sig. Carlo Visioli, capace di circa 40
letti. È di forma quadrilunga, isolato e circondato per tre lati
da strade, e quella di ponente dalla roggia Geronda. Il fabbricalo in
quest'ultimo lato è alquanto discosto dal predetto canale, il
cui spazio è condotto a giardino.
Da questo spiccansi tre bracci, due estremi ai lati di mezzogiorno e
tramontana, ed il terzo nel mezzo che divide e lascia luogo a due cortili;
il sinistro serve per l'accesso nell'Ospedale, il destro pei locali
rustici. Sui tre lati del cortile civile sonvi portici ed archi sopra
colonne, che servono di comunicazione ai locali terreni, come nel braccio
di mezzo, alla stanza di accettazione, dell'Economo, cucina ed annessi;
e negli altri lati a quelle chirurgiche e per le malattie contagiose
ecc. L'altro cortile ha sul lato di ponente il legnaio, il luogo del
bucato ecc., e su quello poi di tramontana sonvi la stanza anatomica
e mortuaria, non che l'abitazione del custode con scala per cui si ascende
agli uffici superiori della Direzione ed Amministrazione, e quest'ultima
braccio e stato edificato per cura dall'attuale zelantissimo amministratore
sig. Giuseppe Perona. Nel centro tra il fabbricalo di ponente ed il
braccio di mezzo suddetto esiste lo scalone portante ad un superiore
vestibolo ove trovasi l'altare, da cui si ha la visuale ed ingresso
alle infermerie, quella degli uomini di fronte ossia nel braccio di
mezzo, quella delle donne nel lato destro (ma tuttora da riordinarsi
a compimento, opera che si attende dal ben veggente precitato signor
Amministratore); a sinistra mediante comodo corridoio si accede al bagno,
alla stanza del sacerdote, della guardaroba ed all'abitazione delle
R. R. Madri Ospitaliere. In fondo poi al detto corridoio si accede al
braccio di tramontana, ove trovasi la Direzione ed Amministrazione come
sopra. Dalle suddette due Infermerie si ha accesso ai portici (sopra
gli accennati), che servono non solo di passeggio pe' convalescenti,
ma benanche per accedere sul lato di mezzo giorno ad altri locali del
nosocomio, non che alla tribuna della chiesa di S. Croce, che trovasi
addossata a questo lato colla fronte verso la contrada dell'Ospedale,
ed il fianco respiciente la contrada del Teatro. La dote dell'Ospitale
ha un'annua rendita lorda di italiane lire 47.471, 5; spese di beneficenza
lire 14.290, 8, d'amministrazione dei pesi inerenti al patrimonio lire
3133,16. Avvi un istituto elemosiniere fondato da Chiodelli e Telò
dell'annua rendita lorda di italiane lire 13.233, 8, ½. La Causa
Pia Chiodelli e Po dell'annua rendita lorda di lire 8370, 8. Esiste
un monastero della Visitazione di M. V. o Collegio delle Salesiane,
che si dedicano all'educazione delle alunne che ricoverano e alle estere
che vi concorrono. Si accenna che le dette Salesiane sono per mutare
località, atteso che l'attual convento è malsano, angusto
e poco solido.
A tal uopo hanno acquistata coll'esborso di italiane
lire 108.800, la grandiosa casa del signor Giovanni Batt. Tirelli, in
cui erigeranno pure, giusta il già ideato progetto, una chiesa
con quel dignitoso gusto che richiedono i moderni tempi e secondo I'attual
genio dell'arti belle; pel qual erigendo sacro edificio siamo ben certi
che si vorrà affidare sì importante opera a peritissimo
architetto. Ad onesta ricreazione de' Soresinesi evvi un elegantissimo
Teatro Sociale con 54 palchi. Venne eretto nell'anno 1839 ed aperto
nel successivo a spese di trenta azionisti. È lodata opera ideata
e diretta dall'architetto signor Carlo Visioli, che due anni avanti
ne subordinava il progetto all'illustr. architetto Francesco Durelli,
professore e membro della R. Accademia delle belle arti e della commissione
di pubblico ornato in Milano, il, quale accuratamente esaminatelo emetteva
la sua piena approvazione, chiudendo il suo categorico e ben condotto
rapporto in data 5 maggio 1837 con queste parole: mi trovo perciò
in situazione d'assicurare con tutto il fondamento che il progetto dell'architetto
signor Visioli è tale da inspirare tutta la fiducia, e sono intimamente
convinto che l'esecuzione del medesimo soddisferà pienamente
non solo dal lato artistico, ma ben anco dal lato economico. A spese
de' censiti di questa ricca borgata è quasi condotto a termine
un grandioso fabbricato comunale per contenere tutti gli uffici di Pretura,
Commissariato, Deputazione e Commisurazione, incominciato nel 1852 con
disegno incoato dall'egregio signor ingegnere Rossini, e poscia riordinato,
ampliato e proseguito per l'ultimazione dall'esimio architetto signor
Carlo Visioli. Questo esteso e robusto edificio fu costrutto sopra fondo
e vecchia casa Moscheni col divisamento altresì di aprire una
nuova contrada di comunicazione colla piazza maggiore e contrada del
Teatro.
Ma per attuare questo pensamento di pubblico decoro, osta la
demolizione e ricostruzione delle attuali carceri, che tuttora dal comune
è attesa dall'erario la necessaria approvazione. A carico pure
del Comune venne nel 1831 costrutto il locale per le scuole pubbliche,
cioè per le tre classi elementari sopra disegno dell'estinto
architetto Carlo Brilli. Non è a tacersi che in pochi anni sono
state costrutte delle eleganti ed estese case con filanda, che d'assai
contribuiscono al lustro del paese non solo, ma eziandio onorano di
molto gli ordinatori di esse, perché ebbero il sano criterio
di affidarne l'opera ai migliori architetti, non già ad inesperti
operai come pur troppo vedesi praticarsi da taluno colla falsa idea
di risparmio. Tra queste primeggiano le case del signor Andrea Ciboldi
e Tirelli sopra disegno dell'architetto Moraglia di Milano, quelle dei
signori fratelli Vertua dell'architetto Resta pure di Milano, del signor
Giuseppe Rizzini dell'architetto Visioli e varie altre. Le filande ascendono
a n. 33, e molte di queste girate a vapore. Ad accrescere ornamento
a Soresina concorre un religioso monumento, che d'assai si distingue
da quelli di molte altre borgate. E questo il cimitero che è
dei più eleganti tra quelli di second'ordine, e trovasi a tram-greco.
Fu eretto negli anni 1819-20 a spese comunali con disegno del valente
architetto Luigi Voghera. Consiste desso in un solo grandioso portico
sul lato della fronte, che serve non tanto al comodo de' pii visitatori,
come al più conveniente decoro del sacro edificio. Il suo prospetto
è pregevole per varietà ed opportunità simmetrica.
Si costituisce di sette corpi, quello di mezzo con quattro colonne joniche
impostate, e nei lati sonvi 13 archi; i tre di mezzo ornati da colonne
doriche pure impostate, che formano due corpi sporgenti, gli altri archi
poi sono decorati di bugne. Lascierebbe però desiderare che questo
portico non servisse di puro passaggio (e di notte di ricovero ai malandrini):
ma fosse destinato più allo scopo d'ispirare il sublime concetto
essere questo l'asilo di patrie ricordanze, e che il corpo di mezzo
più elevato e distinto, dovesse servire a prospetto ed ingresso
ad un tempio, anziché I'adito di ozioso e sterile passaggio al
cimitero, essendo il tempio quello che meglio invita il passeggiere
alla preghiera, e come quello che è destinato a vegliare e custodire
la dimora dei morti, e accogliere sulla soglia il cadavere ivi portato,
e benedetto lo raccomanda alla tomba. Cosi ci permettiamo far voti perché
sia iniziata una tumulazione individuale con colombai per comodo di
ogni condizione e stato, appoggiandoli al muro postico, ora grettissimo,
che per nulla serve a richiamare la bella ordinanza esterna, ma si unisce
alle squallide altre tre pareti. Se questi colombai si fossero già
ideati avrebbesi potuto risparmiare non solo l'ampliamento postergale,
non a guari eseguito: ma il cimitero potrebbe gareggiare anche con quelli
di primo ordine. Vi si accede mediante un magnifico viale fiancheggiato
da platani, che prepara gli animi alle meste considerazioni. Siede Soresina
quasi nel centro della provincia superiore, bagnata nel suo interno
dalla roggia Geronda ed attraversata da due strade, regia dirigente
a Soncino, Antegnate, via ferrata di Treviglio, e comunale per alla
volta di Castelleone e Crema. Dista da Casalmorano miglia 2, kil. 3
a pon.; da Grontorto [altrettanto a tram.mae.; da Castelleone 4, kil.
6 a lev.; da Soncino 8 ½ , kil. 12, 7, 50 a ostro-lib. ; da Cremona
14, kil. 21 a mae. ; da Crema 10 ¼, kil. 15, 3, 75 a sirocco
; da Milano 37, kil. 55, 5 a sir. Prov. sup. L'irrigato territorio è
ubertosissimo di cereali, di pregiato lino, doviziosamente coperto di
gelsi ed anco di viti. Esistono pure in esso delle torbiere. Soresina
piccola o grossa terra che fosse in origine, conghietturasi che la sua
esistenza rimonti sino all'epoca romana, imperocché è
fama che circa l'anno 60 dell'era volgare abbia preso tal nome da s.
Siro, dilettissimo amico di s. Sabino primo fondatore della chiesa cremonese,
che in un con questi fuggendo l'ira del ministro imperiale sedente in
Pavia, come si ha da una cronaca manoscritta del Toresino e Zignani,
venne in questi dintorni a predicare la fede di Cristo, e che in questa
terra eresse una chiesa alla madre di Dio, poscia nominata di s. Siro
in memoria del fondatore, e perciò il nome applicato al paese
di Sirocinum, indi Sirosina o per iscambio di lettere Soresina. Secondo
una carta di vendita (Racheli) che stava nell'archivio episcopale di
Cremona, e che smarritasi, non è che semplicemente ricordata
dal Bonafossa, fin dall'anno 1087 Usberto Vescovo di Cremona comprò
tutti i beni che Alascinda ed Ambrogio coniugi possedevano in Soresina,
Genivolta ecc. Nel 1217 fu invasa e battuta dalle truppe Milanesi e
Piacentine confederate coi Comaschi, Alessandrini e Novaresi contro
i Cremonesi. Nel 1417 venne occupata da Cabrino Fondulo signor di Cremona,
e nel 1440 la signoreggiò il conte Francesco Sforza togliendola
a Filippo Maria Duca di Milano. Soresina era una delle terre infeudate
dei Barbò, all'epoca dei quali era floridissima per commercio
e popolata, giusta il Campi, meglio di 15000 abitanti, e vi avevano
convento nel secolo XVI i Cappuccini e gli Agostiniani. Ebbero qui i
natali Muzio e Guglielmo di famiglia patrizia, valorosi capitani, il
primo soccombette nella famosa battaglia di S. Donato (prov. di Milano)
fra i Torriani ed Ottone Visconti seguita nel secolo XIII, con vittoria
di questi; ed il secondo fu competitore di Martino della Torre capo
dei Torriani. Bertesi Giacomo, scultore in legno. Nato circa il 1614,
probabilmente allievo o del Germignasi, o di Gabriele Capra, che furono
distinti intagliatori in legno. Divenuto il Bertesi col tempo (scrive
il Grasselli) un eccellentissimo scultore ed egregio statuario in istucco,
ebbe egli tali e tante commissioni in patria, e nelle vicine e lontane
città, che non è possibile il tener dietro a tutte le
opere ch'ei fece. Ci limitiamo solo il far cenno de' due seguenti lavori
che possono dirsi i suoi due capi d'opera esistenti nella cattedrale
di Cremona. Il Crocifisso presso la sagrestia, e il quadro vicino all'altare
della B. V. delle Grazie che suol chiamarsi di s. Giuseppe, ossia della
sacra Famiglia, tutto a mezzo rilievo, sono cose squisite e perfettissime,
e si magistralmente condotte, che meriterebbero una particolare illustrazione
per parte di qualche egregio artista. Cessò di vivere verso l'anno
1690. Pietro Gallo, il quale ha tessuto un elogio della sua patria in
lingua latina, stampato in Pavia da Andrea Viani.