Stemma di Soresina
SORESINA
Municipio di Soresina
Interessante descrizione di Soresina del 1856-58,
tratta dal libro del Sac. Angiolo Grandi dal titolo
"Descrizione della provincia e diocesi Cremonese"

Soresina. Grosso borgo. Provincia e diocesi di Cremona. Capoluogo del distretto VI e vicariato XXIV omonimo. Comune con consiglio in un colle frazioni di Ariadello, Ariadellino, Baldracco, Bell'Opera, Cantonni, Capuccini, Cascina Barberini, Cascina Bianca, Casella, Castello, Copriano, Dossi Pisani, Fornace, Magera, Mancina, Moscona, Paradiso, Peschiere, Rocca, S. Clemente, S. Pietro, Sentiero e Serraglio. Posizione astronomica: latitudine 45, 17', longitudine 37, 31' 10". Superfìce pertiche 35.265, 2/3; scudi 288.952, 3, 2. Abitanti 8169. Scuole elementari minori e maggiori maschili, un asilo di carità per l'infanzia e due stabilimenti di educazione; n.° 5 avvocati, 1 notaio, 4 ingegneri, 1 ragioniere, 2 medici, 2 chirurghi, 8 farmacisti, 2 veterinari e 2 levatrici. La Chiesa propositurale a tre navi ampia ed atta è sotto l'invocazione di S. Siro. È dessa fregiata di pregevoli dipinti del Pasini, del Miradori, del Trotti, di Andrea Ferrari e del Landriani. Il bellissimo quadro condotto a fresco dall'immortale Giuseppe Diotti, rappresentante S. Pietro in atto di risuscitare Tabita, è così guasto dal nitro che ai Soresinesi non rimane meglio che il dolore d'averlo perduto. A destra della fronte della Chiesa torreggia il bellissimo campanile decorato di statue, eretto l'anno 1836 con disegno del celebre architetto Luigi Voghera di Cremona. Per il suo ben inteso ornato, non che per la varietà ed unità di carattere è uno di più stupendi campanili di Lombardia che onora i Soresinesi ed il suo autore. La sua altezza è di metri 51.00 colla larghezza alla base di m. 8,30. L'ammontare della spesa di questo edificio fu di circa italiane lire 50.000, in parte sostenuta cogli avanzi delle rendite della dote della Chiesa, e per la maggior parte colle spontanee oblazioni di tutti i popolani, e specialmente per le cure degli allora Fabbriceri i signori Giuseppe Rizzini, Molossi, Ciboldi e Caramatti e del Proposto parroco Marcello Legnani, attualmente illustriss. Canonico della cattedrale di Cremona. Stanno appesi sulla magnifica torre tredici sacri bronzi di armoniosissimo concerto. Sono sussidiarie alla parrocchiale le chiese di S. Antonio abate, di S. Rocco, di S. Maria del Boschetto e di S. Croce. V'ha pure la chiesa sacra alla B. V. della Visitazione delle R. R. M. M. Salesiane, ed i seguenti oratori della B. V. dello Zingaro, della B. V. di Ariadello ad Ariadello, della Natività di M. V. ad Olzano con Ca Nuova, sotto lo stesso titolo alla Moscona, di S. Carlo ai Dossi Pisani e di S. Omobono a Baldracco di patronato dell'Ospedale maggiore di Cremona. Come parrocchia conta anime 8454. Il Proposto parroco è vicario foraneo, ed abbraccia sotto la sua giurisdizione N. 9 parrocchie: Annicco, Azzanello, Barzaniga, Casalmorano, Castelvisconti, Genivolta, Grontorto, Soresina e Trigolo con una popolazione di anime 21012, Sacer. 44. Soresina è residenza di una pretura di I classe e di un commissario distr. che si estende sopra 18 comuni: Acqualunga-Badona, Azzanello, Barzaniga, Bordolano, Canova con Olzano, Capella-Cantone, Casalmorano, Castelleone, Castel-Visconti, Corte Madama, Formigara con Cornaleto, Genivolta, Gombito con Vinzasca, Grontorto, Mirabello, S. Bassano, Soresina e Zanengo, con una popolazione complessiva di abitanti 30.443. Superfìce pertiche 298.747, 2; scudi 2,106.837, 2, 1, 12. Posto di gendarmeria e di finanza, un ufficio postale per lo spaccio e ritiro delle lettere, una lotteria ed una pubblica pesa. A pubbliche spese è già da vari anni istituita una compagnia di Pompieri colle macchine per l'estinzione del fuoco. Assai salubre ed amena è la situazione di questa grossa terra. La più parte delle sue contrade sono larghe, ben selciate e latri-lastricate ai lati da bei marciapiedi e nel mezzo della maggiore da trottatoi; ed ovunque sono mantenute con molta pulitezza. La maggior contrada per lungo tratto diritta, che può stare a petto de' più spaziosi e vaghi corsi di qualche distinta città di Lombardia, è fiancheggiata da eleganti case signorili, come di buon gusto sono molte altre per lo più grandi e comode all'interno. Bellissimo è l'illuminazione notturna con lampade e riverbero ad olio già da tempo attuata. Nulla v'è in questo borgo che non sia dignitoso ed animato, tutto concorre ad offrire l'aspetto di città. Industriosissimi sono gli abitanti, consecrandosi in molti rami di commercio e precipuamente in quello del setificio. D'assai ricercata è la mostarda, non che il cosi detto mistrà. Rinomatissimo è il mercato che ha luogo in ogni lunedì costituito in ispecie di biade, sete e lini, florida essendo pure la fiera che si apre al lunedì dell'ultima settimana d'ottobre per giorni tre. Vanta Soresina uno Spedale. Venne questo stabilimento di beneficenza riordinato ed ampliato nel 1844 con disegno del valente architetto sig. Carlo Visioli, capace di circa 40 letti. È di forma quadrilunga, isolato e circondato per tre lati da strade, e quella di ponente dalla roggia Geronda. Il fabbricalo in quest'ultimo lato è alquanto discosto dal predetto canale, il cui spazio è condotto a giardino. Da questo spiccansi tre bracci, due estremi ai lati di mezzogiorno e tramontana, ed il terzo nel mezzo che divide e lascia luogo a due cortili; il sinistro serve per l'accesso nell'Ospedale, il destro pei locali rustici. Sui tre lati del cortile civile sonvi portici ed archi sopra colonne, che servono di comunicazione ai locali terreni, come nel braccio di mezzo, alla stanza di accettazione, dell'Economo, cucina ed annessi; e negli altri lati a quelle chirurgiche e per le malattie contagiose ecc. L'altro cortile ha sul lato di ponente il legnaio, il luogo del bucato ecc., e su quello poi di tramontana sonvi la stanza anatomica e mortuaria, non che l'abitazione del custode con scala per cui si ascende agli uffici superiori della Direzione ed Amministrazione, e quest'ultima braccio e stato edificato per cura dall'attuale zelantissimo amministratore sig. Giuseppe Perona. Nel centro tra il fabbricalo di ponente ed il braccio di mezzo suddetto esiste lo scalone portante ad un superiore vestibolo ove trovasi l'altare, da cui si ha la visuale ed ingresso alle infermerie, quella degli uomini di fronte ossia nel braccio di mezzo, quella delle donne nel lato destro (ma tuttora da riordinarsi a compimento, opera che si attende dal ben veggente precitato signor Amministratore); a sinistra mediante comodo corridoio si accede al bagno, alla stanza del sacerdote, della guardaroba ed all'abitazione delle R. R. Madri Ospitaliere. In fondo poi al detto corridoio si accede al braccio di tramontana, ove trovasi la Direzione ed Amministrazione come sopra. Dalle suddette due Infermerie si ha accesso ai portici (sopra gli accennati), che servono non solo di passeggio pe' convalescenti, ma benanche per accedere sul lato di mezzo giorno ad altri locali del nosocomio, non che alla tribuna della chiesa di S. Croce, che trovasi addossata a questo lato colla fronte verso la contrada dell'Ospedale, ed il fianco respiciente la contrada del Teatro. La dote dell'Ospitale ha un'annua rendita lorda di italiane lire 47.471, 5; spese di beneficenza lire 14.290, 8, d'amministrazione dei pesi inerenti al patrimonio lire 3133,16. Avvi un istituto elemosiniere fondato da Chiodelli e Telò dell'annua rendita lorda di italiane lire 13.233, 8, ½. La Causa Pia Chiodelli e Po dell'annua rendita lorda di lire 8370, 8. Esiste un monastero della Visitazione di M. V. o Collegio delle Salesiane, che si dedicano all'educazione delle alunne che ricoverano e alle estere che vi concorrono. Si accenna che le dette Salesiane sono per mutare località, atteso che l'attual convento è malsano, angusto e poco solido.
A tal uopo hanno acquistata coll'esborso di italiane lire 108.800, la grandiosa casa del signor Giovanni Batt. Tirelli, in cui erigeranno pure, giusta il già ideato progetto, una chiesa con quel dignitoso gusto che richiedono i moderni tempi e secondo I'attual genio dell'arti belle; pel qual erigendo sacro edificio siamo ben certi che si vorrà affidare sì importante opera a peritissimo architetto. Ad onesta ricreazione de' Soresinesi evvi un elegantissimo Teatro Sociale con 54 palchi. Venne eretto nell'anno 1839 ed aperto nel successivo a spese di trenta azionisti. È lodata opera ideata e diretta dall'architetto signor Carlo Visioli, che due anni avanti ne subordinava il progetto all'illustr. architetto Francesco Durelli, professore e membro della R. Accademia delle belle arti e della commissione di pubblico ornato in Milano, il, quale accuratamente esaminatelo emetteva la sua piena approvazione, chiudendo il suo categorico e ben condotto rapporto in data 5 maggio 1837 con queste parole: mi trovo perciò in situazione d'assicurare con tutto il fondamento che il progetto dell'architetto signor Visioli è tale da inspirare tutta la fiducia, e sono intimamente convinto che l'esecuzione del medesimo soddisferà pienamente non solo dal lato artistico, ma ben anco dal lato economico. A spese de' censiti di questa ricca borgata è quasi condotto a termine un grandioso fabbricato comunale per contenere tutti gli uffici di Pretura, Commissariato, Deputazione e Commisurazione, incominciato nel 1852 con disegno incoato dall'egregio signor ingegnere Rossini, e poscia riordinato, ampliato e proseguito per l'ultimazione dall'esimio architetto signor Carlo Visioli. Questo esteso e robusto edificio fu costrutto sopra fondo e vecchia casa Moscheni col divisamento altresì di aprire una nuova contrada di comunicazione colla piazza maggiore e contrada del Teatro.
Ma per attuare questo pensamento di pubblico decoro, osta la demolizione e ricostruzione delle attuali carceri, che tuttora dal comune è attesa dall'erario la necessaria approvazione. A carico pure del Comune venne nel 1831 costrutto il locale per le scuole pubbliche, cioè per le tre classi elementari sopra disegno dell'estinto architetto Carlo Brilli. Non è a tacersi che in pochi anni sono state costrutte delle eleganti ed estese case con filanda, che d'assai contribuiscono al lustro del paese non solo, ma eziandio onorano di molto gli ordinatori di esse, perché ebbero il sano criterio di affidarne l'opera ai migliori architetti, non già ad inesperti operai come pur troppo vedesi praticarsi da taluno colla falsa idea di risparmio. Tra queste primeggiano le case del signor Andrea Ciboldi e Tirelli sopra disegno dell'architetto Moraglia di Milano, quelle dei signori fratelli Vertua dell'architetto Resta pure di Milano, del signor Giuseppe Rizzini dell'architetto Visioli e varie altre. Le filande ascendono a n. 33, e molte di queste girate a vapore. Ad accrescere ornamento a Soresina concorre un religioso monumento, che d'assai si distingue da quelli di molte altre borgate. E questo il cimitero che è dei più eleganti tra quelli di second'ordine, e trovasi a tram-greco. Fu eretto negli anni 1819-20 a spese comunali con disegno del valente architetto Luigi Voghera. Consiste desso in un solo grandioso portico sul lato della fronte, che serve non tanto al comodo de' pii visitatori, come al più conveniente decoro del sacro edificio. Il suo prospetto è pregevole per varietà ed opportunità simmetrica. Si costituisce di sette corpi, quello di mezzo con quattro colonne joniche impostate, e nei lati sonvi 13 archi; i tre di mezzo ornati da colonne doriche pure impostate, che formano due corpi sporgenti, gli altri archi poi sono decorati di bugne. Lascierebbe però desiderare che questo portico non servisse di puro passaggio (e di notte di ricovero ai malandrini): ma fosse destinato più allo scopo d'ispirare il sublime concetto essere questo l'asilo di patrie ricordanze, e che il corpo di mezzo più elevato e distinto, dovesse servire a prospetto ed ingresso ad un tempio, anziché I'adito di ozioso e sterile passaggio al cimitero, essendo il tempio quello che meglio invita il passeggiere alla preghiera, e come quello che è destinato a vegliare e custodire la dimora dei morti, e accogliere sulla soglia il cadavere ivi portato, e benedetto lo raccomanda alla tomba. Cosi ci permettiamo far voti perché sia iniziata una tumulazione individuale con colombai per comodo di ogni condizione e stato, appoggiandoli al muro postico, ora grettissimo, che per nulla serve a richiamare la bella ordinanza esterna, ma si unisce alle squallide altre tre pareti. Se questi colombai si fossero già ideati avrebbesi potuto risparmiare non solo l'ampliamento postergale, non a guari eseguito: ma il cimitero potrebbe gareggiare anche con quelli di primo ordine. Vi si accede mediante un magnifico viale fiancheggiato da platani, che prepara gli animi alle meste considerazioni. Siede Soresina quasi nel centro della provincia superiore, bagnata nel suo interno dalla roggia Geronda ed attraversata da due strade, regia dirigente a Soncino, Antegnate, via ferrata di Treviglio, e comunale per alla volta di Castelleone e Crema. Dista da Casalmorano miglia 2, kil. 3 a pon.; da Grontorto [altrettanto a tram.mae.; da Castelleone 4, kil. 6 a lev.; da Soncino 8 ½ , kil. 12, 7, 50 a ostro-lib. ; da Cremona 14, kil. 21 a mae. ; da Crema 10 ¼, kil. 15, 3, 75 a sirocco ; da Milano 37, kil. 55, 5 a sir. Prov. sup. L'irrigato territorio è ubertosissimo di cereali, di pregiato lino, doviziosamente coperto di gelsi ed anco di viti. Esistono pure in esso delle torbiere. Soresina piccola o grossa terra che fosse in origine, conghietturasi che la sua esistenza rimonti sino all'epoca romana, imperocché è fama che circa l'anno 60 dell'era volgare abbia preso tal nome da s. Siro, dilettissimo amico di s. Sabino primo fondatore della chiesa cremonese, che in un con questi fuggendo l'ira del ministro imperiale sedente in Pavia, come si ha da una cronaca manoscritta del Toresino e Zignani, venne in questi dintorni a predicare la fede di Cristo, e che in questa terra eresse una chiesa alla madre di Dio, poscia nominata di s. Siro in memoria del fondatore, e perciò il nome applicato al paese di Sirocinum, indi Sirosina o per iscambio di lettere Soresina. Secondo una carta di vendita (Racheli) che stava nell'archivio episcopale di Cremona, e che smarritasi, non è che semplicemente ricordata dal Bonafossa, fin dall'anno 1087 Usberto Vescovo di Cremona comprò tutti i beni che Alascinda ed Ambrogio coniugi possedevano in Soresina, Genivolta ecc. Nel 1217 fu invasa e battuta dalle truppe Milanesi e Piacentine confederate coi Comaschi, Alessandrini e Novaresi contro i Cremonesi. Nel 1417 venne occupata da Cabrino Fondulo signor di Cremona, e nel 1440 la signoreggiò il conte Francesco Sforza togliendola a Filippo Maria Duca di Milano. Soresina era una delle terre infeudate dei Barbò, all'epoca dei quali era floridissima per commercio e popolata, giusta il Campi, meglio di 15000 abitanti, e vi avevano convento nel secolo XVI i Cappuccini e gli Agostiniani. Ebbero qui i natali Muzio e Guglielmo di famiglia patrizia, valorosi capitani, il primo soccombette nella famosa battaglia di S. Donato (prov. di Milano) fra i Torriani ed Ottone Visconti seguita nel secolo XIII, con vittoria di questi; ed il secondo fu competitore di Martino della Torre capo dei Torriani. Bertesi Giacomo, scultore in legno. Nato circa il 1614, probabilmente allievo o del Germignasi, o di Gabriele Capra, che furono distinti intagliatori in legno. Divenuto il Bertesi col tempo (scrive il Grasselli) un eccellentissimo scultore ed egregio statuario in istucco, ebbe egli tali e tante commissioni in patria, e nelle vicine e lontane città, che non è possibile il tener dietro a tutte le opere ch'ei fece. Ci limitiamo solo il far cenno de' due seguenti lavori che possono dirsi i suoi due capi d'opera esistenti nella cattedrale di Cremona. Il Crocifisso presso la sagrestia, e il quadro vicino all'altare della B. V. delle Grazie che suol chiamarsi di s. Giuseppe, ossia della sacra Famiglia, tutto a mezzo rilievo, sono cose squisite e perfettissime, e si magistralmente condotte, che meriterebbero una particolare illustrazione per parte di qualche egregio artista. Cessò di vivere verso l'anno 1690. Pietro Gallo, il quale ha tessuto un elogio della sua patria in lingua latina, stampato in Pavia da Andrea Viani.

Panoramica dalla Torre civica
Home Page
Panoramica dalla Torre civica